Fabbisogno di ferro, la somministrazione a giorni alterni migliora l'assorbimento

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Fabbisogno di ferro, la somministrazione a giorni alterni migliora l'assorbimento

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Nelle donne con bassi livelli di ferro nel sangue (sideremia) la supplementazione a giorni alterni di ferro, rispetto all'assunzione giornaliera, si assocerebbe ad un suo maggiore assorbimento. 

Nelle donne con bassi livelli di ferro nel sangue (sideremia) la supplementazione a giorni alterni di ferro, rispetto all'assunzione giornaliera, si assocerebbe ad un suo maggiore assorbimento. A sostenerlo è uno studio pilota di Michael Zimmermann del Laboratorio di nutrizione umana al Dipartimento di scienza e tecnologia della salute di Zurigo, in Svizzera, pubblicato su The Lancet Hematology. Secondo l’esperto lo schema di trattamento suggerito dalle linee guida attuali, ovvero la supplementazione giornaliera di ferro sottoforma di solfato ferroso a dosi refratte, rischierebbe di aumentare i livelli di epcidina riducendo l'assorbimento del ferro invece di aumentarlo. L'epcidina è un ormone peptidico prodotto dal fegato con un ruolo chiave nella regolazione dell'omeostasi ferrica.

Tanto da convincere i ricercatori a verificare l'efficacia della supplementazione di ferro a giorni alterni rispetto allo schema consueto che prevede 2 somministrazioni giornaliere. Allo studio hanno preso parte 40 donne con ferritina sierica uguale o inferiore a 25 µg/L, ma senza una reale anemia, sottoposte a terapia con 60 mg di solfato ferroso al giorno in un’unica somministrazione per complessivi 14 giorni o a giorni alterni per un mese. A due settimane dal termine del trattamento il gruppo a giorni alterni aveva assorbito il 22% di ferro rispetto al 16% del gruppo giornaliero. A conti fatti, la supplementazione di ferro a giorni alterni e a dosi singole sembra ottimizzarne l'assorbimento rivelandosi un efficace schema alternativo.

Ora non resta che raddoppiare la sperimentazione anche nei pazienti con anemia da carenza di ferro ben documentata, confrontando il trattamento alternativo con lo standard attuale di 2-3 dosi giornaliere di solfato ferroso orale.