Melanoma, l’AIOM mette in guardia contro l’abbronzatura selvaggia in spiaggia

icon1

Melanoma, l’AIOM mette in guardia contro l’abbronzatura selvaggia in spiaggia

  melanoma sole pelle protezione abbronzatura estateSono circa 14 mila i nuovi casi di melanoma che si registrano ogni anno in Italia: 7.300 tra gli uomini e 6.700 tra le donne, con un'incidenza raddoppiata negli ultimi 10 anni secondo l’Associazione italiana registri tumori (Airtum).

Un dato “contenibile” grazie al kit della prevenzione: attenzione alla regola dell'ABCDE (Asimmetria, Bordi frastagliati, Colore variegato, Dimensione superiore ai 6 millimetri, Evoluzione rapida nel tempo), alla salute dei nei, a comportamenti corretti sotto il sole e controlli periodici e regolari (almeno uno l'anno), meglio se prima o dopo l'estate.

Ovviamente con l'arrivo dell'estate aumentano le occasioni per stare all'aria aperta, ma attenzione all'abbronzatura “selvaggia”: i danni provocati da ripetute ed eccessive esposizioni solari si sommano ogni anno sulla pelle aumentando il rischio di sviluppare la malattia. A sottolinearlo è la Fondazione dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) che per sensibilizzare i giovani, soprattutto gli adolescenti, sull'importanza di adottare comportamenti corretti quando si espongono al sole, lancia una campagna nazionale che sarà realizzata nelle spiagge italiane con forte ricaduta sui social network.

Per evitare che un neo si trasformi in melanoma è necessario attuare comportamenti corretti sotto il sole, con un kit preventivo e protettivo costituito in primo luogo da misure essenzialmente pratiche: gradualità dell'esposizione al sole, soprattutto nei primi giorni; evitare di fare la “lucertola” nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 17); niente tintarella senza l'uso di corrette creme solari con adeguati filtri, rispalmandone un generoso strato su tutto il corpo (comprese le zone spesso dimenticare come palpebre, occhi, orecchie, piedi) dopo ogni bagno e ogni 2 ore dalla precedente applicazione.

Inoltre, indossare o fare indossare – in particolare modo ai bambini – indumenti e schermi protettivi come magliette, cappellini/bandane, occhiali da sole; idratare la pelle anche bevendo molta acqua e mangiando frutta e verdura sotto l'ombrellone nell'arco della giornata; nutrire la pelle a fine giornata con una crema a idratazione profonda.

«Un ruolo chiave – sottolinea Alessandra Gennari, associato di Oncologia dell'Università del Piemonte Orientale e direttore della Struttura complessa di Oncologia dell'Azienda ospedaliera di Novara – è quello ricoperto dal dermatologo, prima sentinella nell'individuare la presenza di un melanoma, ma anche educatore riguardo i fattori di rischio per il suo sviluppo. Questa neoplasia, infatti, è prevenibile sia con la corretta esposizione al sole, secondo i principi enunciati, sia sottoponendosi a controlli da periodici e ogni qual volta si osservino alterazioni nella morfologia dei nei».