Estrogeni per via transdermica in post-menopausa migliorano la disfunzione sessuale

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Estrogeni per via transdermica in post-menopausa migliorano la disfunzione sessuale

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La somministrazione di estrogeni per via transdermica, ma non per via orale, può contribuire a migliorare la funzione sessuale nelle donne durante i primi anni di menopausa

La somministrazione di estrogeni per via transdermica, ma non per via orale, può contribuire a migliorare la funzione sessuale nelle donne durante i primi anni di menopausa. A sostenerlo è uno studio di Hugh Taylor della Obstetrics, Gynecology and Reproductive Sciences, Yale School of Medicine di New Haven in Connecticut pubblicato su Jama Internal Medicine, su 670 donne tra i 42 e i 58 anni che hanno registrato l'ultimo ciclo mestruale non più tardi di 3 anni prima.

Alle partecipanti sono stati così somministrati, in base al caso, estrogeni orali coniugati equini (o-CEE) alla dose di 0.45 mg al giorno o 17 beta-estradiolo transdermico (t-E2) al dosaggio di 50 µg al giorno oppure placebo. Le partecipanti trattate con o-CEE oppure t-E2 hanno, inoltre, ricevuto 200 mg di progesterone micronizzato orale per 12 giorni ogni mese. Dopo 4 anni il punteggio complessivo medio della funzione sessuale ha mostrato un aumento statisticamente significativo nel gruppo trattato con estrogeno transdermico rispetto al placebo. La valutazione di altri fattori, inclusi dolore e lubrificazione, hanno fatto sì che il trattamento transdermico risultasse migliore del placebo. Come sottolineato dai ricercatori, non è ancora chiaro tuttavia se l'estrogeno transdermico abbia migliorato la condizione di “disagio” associata alla disfunzione sessuale.