Dermatite atopica, presto un’alternativa sicura alle terapie farmacologiche attuali

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Dermatite atopica, presto un’alternativa sicura alle terapie farmacologiche attuali

  DERMATITE ATOPICAIl trattamento della dermatite atopica richiede spesso la somministrazione di farmaci per periodi prolungati nel tempo con problemi di sicurezza legati al principio attivo utilizzato. 

Il trattamento della dermatite atopica richiede spesso la somministrazione di farmaci per periodi prolungati nel tempo, data la natura cronica e ricorrente della malattia, con problemi di sicurezza legati al principio attivo utilizzato. Un ostacolo che sembra essere superato grazie ad un inibitore dell’enzima fosfodiesterasi-4 sotto forma di unguento a base di crisaborole 2%, messo a punto da Pfizer, che ha evidenziato un ottimo profilo di sicurezza nel trattamento a lungo termine della dermatite atopica.

A rivelarlo è uno studio di Lawrence Eichenfield del Rady Children's Hospital di San Diego negli Stati Uniti, autore principale della sperimentazione pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology. I ricercatori hanno valutato i risultati di sicurezza a lungo termine emersi da uno studio multicentrico in aperto di 48 settimane su 517 pazienti dai 2 anni in su con dermatite atopica di entità lieve/moderata, che hanno continuato il trattamento con crisaborole dopo aver completato uno studio registrativo di fase III durato 28 giorni. I risultati hanno così evidenziato che durante lo studio registrativo e lo studio in aperto, il 65% dei pazienti ha riportato almeno un evento avverso durante il trattamento, la maggior parte dei quali era di entità lieve (51,2%) o moderata (44,6%) e considerata dai ricercatori non correlata al trattamento (93,1%).

Complessivamente, gli eventi avversi associati al trattamento sono stati rilevati nel 10,2% dei pazienti, i più comuni dei quali comprendevano dermatite atopica (3,1%), dolore al sito di applicazione (2,3%) e infezione dovuta all'applicazione (1,2%). Proprio a causa degli effetti collaterali emersi durante il trattamento, 9 pazienti (1,7%) hanno interrotto lo studio a lungo termine. Secondo gli esperti Usa lo studio registrativo di fase III con crisaborole ha contribuito a indurre precocemente sollievo dai segni e dai sintomi della dermatite atopica, mentre lo studio di estensione di fase III ha evidenziato limitati problemi di sicurezza, indicando che il farmaco ha il potenziale per trattare la malattia per periodi prolungati senza i problemi di sicurezza evidenziati dalle terapie attuali.

Già disponibile negli Stati Uniti, dopo aver ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Food and Drug Administration (FDA), crisaborole unguento 2% dovrebbe arrivare presto anche nelle farmacie UE.