Osteoporosi post-menopausale, teriparatide sottocute riduce il rischio di fratture

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Osteoporosi post-menopausale, teriparatide sottocute riduce il rischio di fratture

  OSTEOPOROSI POST MENOPAUSALE TERIPARATIDE.pngSecondo uno studio della University of British Columbia a Vancouver in Canada, la somministrazione quotidiana di teriparatide sottocute è in grado di prevenire le fratture in modo più efficace rispetto a risedronato orale assunto settimanalmente

Secondo uno studio di David Kendler della University of British Columbia a Vancouver in Canada, pubblicato su The Lancet, la somministrazione quotidiana di teriparatide sottocute è in grado di prevenire le fratture in modo più efficace rispetto a risedronato orale assunto settimanalmente. Secondo il ricercatore canadese, i trattamenti contro l'osteoporosi post-menopausale includono farmaci che inibiscono il riassorbimento osseo stimolando la formazione dell'osso. Teriparatide, un ormone paratiroideo umano ricombinante, stimola invece gli osteoblasti a produrre nuovo tessuto osseo fino al punto da ridurre nelle donne in post-menopausa con osteoporosi il rischio di frattura, al pari di bisfosfonati e denosumab.

Tanto che gli autori della ricerca hanno studiato gli effetti di 24 mesi di trattamento con teriparatide rispetto a risedronato sull'incidenza di nuove fratture nelle donne in post-menopausa con preesistenti fratture vertebrali, qualunque fosse il precedente trattamento contro l'osteoporosi. Oltre 1300 partecipanti sono state selezionate a caso per ricevere teriparatide sottocute alla dose di 20 µg al giorno più un placebo orale alla settimana oppure un'iniezione sottocutanea giornaliera di placebo più una dose (35 mg) di risedronato per via orale alla settimana.

Nei successivi 2 anni di follow up gli esperti hanno rilevato una nuova frattura vertebrale radiograficamente rilevabile nel 5% del gruppo trattato con teriparatide rispetto al 12% del gruppo trattato con risedronato, mentre fratture clinicamente evidenti sono state osservate rispettivamente nel 5% e 10% dei casi. Secondo Serge Livio Ferrari dell'Ospedale universitario di Ginevra in Svizzera, in base ai risultati della sperimentazione le pazienti a rischio di fratture dovrebbero ricevere teriparatide piuttosto che un bisfosfonato orale.

Ma poiché lo studio non ha misurato la densità minerale ossea delle pazienti, non è ancora del tutto chiaro se la riduzione del rischio di frattura con teriparatide si sia verificata contemporaneamente al guadagno o nonostante la perdita di densità minerale ossea dell'anca, in quanto nei soggetti trattati con teriparatide ricombinante tale parametro può transitoriamente diminuire.