Patologie respiratorie, ad aiutare chi soffre di asma e BPCO ora c’è una App amica

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Patologie respiratorie, ad aiutare chi soffre di asma e BPCO ora c’è una App amica

  app asma io respiro news salutePer chi è senza fiato a causa di patologie come l'asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ora è disponibile una App, ovvero una sorta di “assistente virtuale” che aiuta i pazienti a controllare i sintomi, valutarne l'impatto sulle attività quotidiane e seguire correttamente la terapia.

Si chiama “Io respiro” ed è l'applicazione che accompagna la campagna educazionale “Applichiamoci per respirare meglio” lanciata in occasione della Giornata mondiale dell'asma lo scorso maggio.

L'iniziativa ha l’obiettivo di informare la popolazione sui corretti stili di vita per la prevenzione delle malattie respiratorie croniche, incoraggiare la diagnosi precoce e promuovere l'aderenza alle terapie. A partire da maggio e per tutto il 2019, saranno organizzate giornate di screening e consulti medici gratuiti presso ospedali, ambulatori di medicina generale e piazze di diverse città italiane. Anche perché – sottolinea Francesco Paolo Lombardo, Macroarea cronicità della Società italiana medici di medicina generale (SIMG) – arrivare precocemente alla diagnosi è fondamentale per intraprendere il prima possibile una terapia appropriata».

Informazioni e consigli per respirare meglio saranno disponibili sui social network, dove sarà possibile rimanere aggiornati sulle prossime tappe della campagna. Tra gli strumenti a disposizione dei pazienti, c'è appunto anche l'App “Io respiro”. Per chi soffre di malattie respiratorie, infatti, la cura è un'esperienza emotivamente intensa, soprattutto se colpisce in giovane età, determinando una difficile accettazione della malattia e discontinuità nell’assunzione dei farmaci. È il caso dell'asma, per esempio, che colpisce in Italia oltre 450 mila persone tra i 15 e i 24 anni e della BPCO con oltre 3,5 milioni di italiani.

«Per le malattie croniche, già dopo pochi mesi si registra un drastico calo dell'aderenza che tra i soggetti asmatici può arrivare anche a meno del 15%», avverte Carlo Lombardi, Responsabile dell’Unità di Allergologia e Pneumologia all’Ospedale Poliambulanza di Brescia. Infatti, quasi il 30% dei soggetti in trattamento, sia per asma sia per BPCO, non è aderente alla terapia prescritta, in particolare nei periodi in cui si registra un miglioramento della sintomatologia.

«Molti pazienti asmatici fanno affidamento sulla terapia sintomatica “al bisogno”, a scapito della terapia di fondo. Inoltre, l’impiego in alcuni casi di più inalatori genera confusione, che si unisce al disagio provato per la malattia soprattutto in giovane età concorrendo all'abbandono della terapia», aggiunge Carlo Filippo Tesi, presidente Federasma e Allergie Onlus. «Per questo motivo, l'alleanza medico-paziente ha un valore fondamentale». «L'App – continua l’esperto – è stata sviluppata per misurare il grado d’intensità del disturbo, chiedendo al paziente una valutazione dei propri sintomi, e facilitare la sua partecipazione attiva alle raccomandazioni sul programma terapeutico. Uno strumento utile anche per i medici, ai quali fornisce indicazioni importanti sul comportamento del paziente in termini di aderenza alla terapia prescritta».