Cefalea, farmacisti sentinelle del mal di testa contro l’abuso di analgesici da banco

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Cefalea, farmacisti sentinelle del mal di testa contro l’abuso di analgesici da banco

  cefalea mal di testa farmacisti consigli salute newsAd arginare il mal di testa da abuso di farmaci, cui segue una pericolosa spirale di cronicizzazione possono essere i farmacisti.

Ad arginare il mal di testa da abuso di farmaci, cui segue una pericolosa spirale di cronicizzazione possono essere i farmacisti, che grazie alla loro distribuzione capillare sul territorio possono suggerire il farmaco sintomatico più adatto e, se necessario, esortare il paziente a rivolgersi al medico o allo specialista di un Centro Cefalee svolgendo una funzione di ago della bilancia nel trattamento del mal di testa. A sostenerlo al congresso Stresa headache 2019 è Paola Brusa dell'Università di Torino, riportando i dati di uno studio condotto sui farmacisti di 19 regioni italiane (meno la Calabria).

Lo studio ha seguito per 6 mesi 610 farmacisti che hanno aderito su base volontaria a un corso online nazionale con esame finale per poter compilare un apposito questionario anonimo da proporre a chi chiedeva farmaci contro il mal di testa. «È risultato che a rivolgersi alla farmacia sono soprattutto le donne (74%), con una scolarità medio-alta (75%) per lo più residenti al Nord (84%) e un'età media di 45 anni», spiega l'esperta. «In Italia le cefalee croniche, cioè con almeno 45 giorni di mal di testa negli ultimi 3 mesi, colpiscono soprattutto loro (7,9% contro il 5,4% dei maschi), mentre l'abuso di farmaci è soprattutto del sesso forte (18,8% rispetto al 14,9%)».

«Dai dati raccolti emerge che in molti pazienti manca una diagnosi definita del tipo di cefalea, sottolineando come siano ancora pochi quelli che si affidano a uno specialista o a un Centro cefalee», avverte Brusa. «Nel nostro studio la frequenza di diagnosi definita è risultata significativamente maggiore fra chi aveva un livello di scolarità universitario, sia a Nord sia a Sud».

«Un dato preoccupante invece – tiene a sottolineare Giovanni Battista Allais del Centro cefalee dell'Università di Torino e secondo autore dello studio – è il fatto che i pazienti vadano in farmacia per il loro mal di testa per lo più quando hanno attacchi intensi, ma solo un terzo di loro sa che da oltre 25 anni esistono i triptani, farmaci ormai di riferimento nelle cefalee, che non usa continuando ad impiegare quelli vecchi e aspecifici».

«Il problema di fondo – sottolinea il presidente del Congresso di Stresa Gennaro Bussone, dell’Unità operativa Neurologia III, Dipartimento di Neuroscienze Cliniche della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico "Carlo Besta" – è il fatto che i pazienti che non vanno dal medico, curandosi da soli, perdono l'opportunità di usufruire della terapia di profilassi di cui potrebbero giovarsi grazie alla consultazione medica».